Nell’ultimo post in Italiano c’eravamo lasciati con un simpaticissimo “lancio” in pompa magna nell’etere della nuova Universum Student Survey 2011. Sì proprio quella. L’Indagine prestigiosa che Universum, gruppo leader mondiale nel campo dell’employer branding, realizza ogni anno entrando nelle facoltà di Economia, Ingegneria, Scienze Umaniste, IT e Legge di più di 26 fra le principali Università Italiane allo scopo di chiedere agli studenti in maniera simpatica e baldanzosa “ qual’è l’azienda in cui sognano di lavorare?” .. ma non solo. Anche tutta un altre serie di domande che aiutano fondamentalmente loro a capire per la prima volta come dovrebbe essere il lavoro dei propri sogni, tra ambizioni, motivazioni ed esigenze.
E sempre come anticipatovi nel coming soon della volta precedente, a svelare ranking relativi ad aziende preferite dai vari segmenti di popolazione fra gli studenti , finding generali più interessanti emersi nonché trend più rilevanti in fatto di comportamenti nella ricerca del lavoro sarebbe stata la rivista settimanale L’ESPRESSO di Venerdì 22 Aprile 2011. Con tanto di interviste al sottoscritto (tale Davide Scialpi).
E allora siamo qui pronti per riassumere o ancora meglio per precisare quello che abbiamo detto sulla rivista settimanale di attualità ed economia più letta d’Italia. Quella che esce al Venerdì in tutte le edicole. Quella che comprate perchè avete bisogno di leggere qualcosa di valore nel weekend nei momenti di stasi e decompressione o mentre siete via da casa per qualche giorno per ore di relax programmate fuori porta.
Andando con ordine, prima ancora di scendere deep inside into the interview, c’eravamo posti l’amletico così recitante: Ma Unicredit e Ferrari saranno rimaste ancora in cima alle rispettive classifiche?
Ebbene, presto detto! Lato studenti di Business ( economia e ingegneria gestionale) la risposta è stata sì! Unicredit anche per quest’anno, per la seconda volta consecutiva, si riconferma al primo posto della classifica dei luoghi di lavoro dei sogni! Lato studenti di Ingegneria, invece, no! Le cose qui cambiano e in maniera considerevole perchè per la prima volta dopo 4 anni di predominio incontrastato il Cavallino Rampante della Ferrari perde la palma di più ambita fra gli studenti. A batterla Google, il famoso motore di ricerca fondato da quei due simpatici studenti di Standford, tali Larry Page e Sergey Brin. Due giovani, direbbero in Italia. (Va da sè che il concetto di giovane in Italia è un pò diverso che altrove. Infatti qui dicesi giovane persona di età compresa tra 16 e 50 anni, un pò strano però tant’è). Ma ritornando a noi, aggiungiamo anche un non solo! perchè anche in senso assoluto mettendo insieme i vari ranking Google si afferma ufficialmente come l’azienda più attrattiva e desiderata dove lavorare per gli studenti Italiani.
A tal proposito, nell’articolo realizzato da L’espresso che trovate qui il sottoscritto (un giovane perchè come detto rientrante fra i 16 e i 50 ) ha espresso il proprio simpatico punto di vista sugli outcome emersi, su che cosa sta cambiando nell’atteggiamento delle persone più giovani nella ricerca del lavoro oggi e non solo praticamente dicendo queste robe qua:
"C'è un trend nuovo anche per noi che lavoriamo da anni su queste ricerche", nota Davide Scialpi, Strategy Consultant di Universum, che ha seguito la ricerca per l'Italia:
La caduta clamorosa della Ferrari che da sempre è stata nei sogni degli studenti universitari.
"Dal 2008 Ferrari è stata in testa alle aziende preferite dagli studenti italiani. Oggi sia gli studenti di business che quelli di ingegneria le hanno preferito Google. I giovani scelgono le società di servizi, quelle che offrono prodotti intangibili, basati sulla conoscenza.”...... .....
Ma aggiungo questo e forse i più perbenisti storceranno il naso : A mio avviso la scelta di aziende come la Ferrari come luogo di lavoro è legato più che altro a bisogni di status quo e di ricerca sfrenata del prestigio. Un atteggiamento provinciale che contraddistingue simpaticamente l’Italiano medio. In questo caso, lo studente medio. Che giustamente guardandosi allo specchio dopo un colloquio con i propri cari genitori ( provinciali di default ) dice fra sè e sè: Se lavoro in Ferrari, sono un figo e tutti mi diranno che sono un grande (ottenendo riconoscimento sociale). Mentre se vado a lavorare per una qualsiasi Ubaldini Srl di Casalpusterlengo o STMicroelectronics sono uno sfigato, anche se queste fanno delle cose fantasmagoriche. Peccato che poi magari in quelle aziende opzionate come punto di arrivo sarà molto impegnativo riuscire, come si dice, a svoltare e a fare più concretamente quello che in teoria si sognerebbe di fare nella pratica.
Fortunatamente questo approccio sembra e dico sembra che stia cambiando, infatti poi affermo:
“Perdono appeal le aziende legate alla produzione industriale: come Ferrari, ma anche come Ducati, che scende di 25 posizioni, o Barilla (meno 3). Questi ragazzi che approdano oggi alla laurea sono "nativi digitali", vivono nei social network, trattano Google con grande familiarità. E si appassionano, in vista del loro futuro, ad aziende che conoscono bene: che hanno senso per loro".
L’idea di lavorare per Brand italiani, detti anche Made in Italy, sembra iniziare a scemare. C’è una richiesta di imprenditorialità diffusa e di responsabilità e leadership molto forte di conseguenza Brand a tradizione familiare dove l’autonomia da parte dei dipendenti nel prendere decisioni sicuramente non è propriamente cosa sviluppatissima. Poi le eccezioni in questo senso ci sono e ci possono essere, chiaro.
La generazione cosiddetta Y in Italia anche detta Tradita ( Tradita dal sistema, si intende chiaramente ) si caratterizza per il fatto di essere composta da cosiddette persone nate con le tecnologie digitali già in pieno avanzamento, percui molto confident con lo strumento internet e il web e la sua parte sociale:
"Le aziende che piacciono di più sono quelle che vanno sui social network, che instaurano relazioni con i giovani nei luoghi da loro abitualmente frequentati", aggiunge Scialpi: "C'è dappertutto un rapporto stretto tra la crescita nei ranking e la scelta di usare i social media come piattaforma per comunicare: un modo a basso costo per entrare in contatto con i giovani e posizionarsi in modo innovativo".
Dire che questo segmento di popolazione ama i Social Network non vuol dire che costoro amano le tecnologie, ma bensì che frequentano luoghi e ambienti dove amano stare. In quanto gli studenti che sono i giovani di oggi hanno in senso Maslowiano raggiunto già di loro i propri bisogni primari e sono costantemente e primariamente alla ricerca di una soddisfazione di bisogni di tipo relazionale. Amano interconnettersi ( per usare un termine antico ). Stare cioè con gli altri, nel proprio gruppo al punto da considerarlo la propria famiglia. Nella propria tribù, cioè con persone che condividono hobby e interessi comuni!
Chiaramente, non vanno su My Space, in quanto defunto dal 2008, nè tantomeno su Twitter ( età media degli utenti 39, anche se in Italia un 39 è considerato un giovane, ossimori! ), come erroneamente dicono alcuni che vogliono provare a vendercela su l’employer branding con pseudo articoli.
E su La Stampa? Su La Stampa, invece, Walter Passerini, esperto di temi di lavoro, nel suo Tutto Lavoro ha prima ben descritto gli Employer Image Rankings 2011 raccontando che per gli studenti di economia Bacardi Martini e Rossi è l’azienda che più di ogni altra offre un lavoro stimolante, Goldman Sachs il punto di arrivo per ottime prospettive di guadagno, Google per il lavoro è più creativo e dinamico ma è quello più stimolante per gli Ingegneri e infine Unicredit per il work life balance. E poi alla fine ha chiesto al sottoscritto quale utilità avesse lato studenti il partecipare alla ricerca rispondendo alle domande del questionario e chiaramente quale l’utilità anche lato aziende nell’entrare a far parte delle 130 aziende listate, come si dice. Qui l’estratto da La Stampa:
«Partecipare a queste indagini - spiega Davide Scialpi, Senior Employer Branding Advisor di Universum - per gli studenti significa interrogarsi e capire la differenza tra sogni, influenzati da eredità culturali, e la realtà delle aziende e delle competenze richieste. Per le aziende, aiuta a capire come si è percepiti come luogo di lavoro dalle giovani generazioni e da quali fattori dipenda la propria attrattività».
E si perchè fondamentalmente uno studente per la prima volta nella sua vita può interrogarsi su cose riguardanti la prima carriera a cui mai prima di quel momento avrebbe pensato di dedicare tempo e di trovarsi a rispondere. Un occasione per loro per avere chiaro nella propria mente com’è e qual’è il lavoro dei propri sogni oggi esplicitando così il proprio processo decisionale troppo spesso influenzato da retaggi culturali e ragionamenti per sentito dire. Per le aziende invece la possibilità di capire come s’è percepiti e quali sono i capisaldi della propria attrattività.
Vi lascio infine con quanto ho riferito in voce nell'intervista telefonica che ho avuto con la giornalista de L'Espresso relativamente a com'è alla fine della fiera questa nuova Generazione di Persone detta Y che ora studia. Giornaista che poi di sua sponte ha deciso di virgolettare il messaggio nell'articolo mettendolo in evidenza :
Trovate l’articolo pubblicato su L’Espresso il 28 Aprile Qui e quello pubblicato da La Stampa Qui .